La voce di A.A.

Raccolta di testimonianze dei membri dell'associazione Alcolisti Anonimi


L'alcolista (Ivo - Area Trentino Alto Adige)

Quando ero giovane questa parola mi dava molto fastidio quando la sentivo pronunciare da qualche persona, io pensavo ad una parola assegnata ad una persona cattiva e piena di vizi, ed era per questo che essa beveva, perché a causa della sua cattiveria non aveva più amici ed allora beveva fino ad ubriacarsi e poi scaricava la sua rabbia sul resto del mondo.
Anch'io bevevo, prendevo qualche sbronza assieme ad amici, ma io non ero alcolista perché io ero euforico quando bevevo, facevo ridere i miei compagni, anzi più bevevo e più loro si divertivano.
Ma io non ero alcolista. Già in quel periodo non mi rendevo conto che avevo bisogno di quella bevanda micidiale per emergere in compagnia e non mi rendevo nemmeno conto di ciò che mi stava accadendo.
Con il passare del tempo bevevo anche quando non ero in compagnia e non dovevo far ridere nessuno e tra di me pensavo di non far parte di quelle persone denominate alcolisti, io bevevo perché altro non avevo da fare, ma intanto bevevo senza sosta. Man mano che l'età avanzava, più cresceva il desiderio di bere, e più bevevo, più cresceva la sete. Le cose cominciavano a complicarsi, la situazione mi sfuggiva di mano, ma l'alcol sistemava tutto, faceva svanire tutti i problemi e la vita ritornava rosa, almeno cosi mi sembrava.
Qualsiasi cosa succedeva era sempre colpa degli altri, io non sbagliavo mai, mancava poco che mi facessero santo. Andai avanti così per parecchi anni cercando sempre di fuggire dai discorsi dove faceva parte la parola tanto odiata: ALCOLISTA.
Arrivato ad età adulta ho fatto un capitombolo come tanti, mi sono ritrovato sprofondato in un problema enorme l'alcol si era impadronito della mia vita, ma ancora non concepivo l'esatto significato della parola alcolista.
Dopo essermi reso conto che avevo bisogno di aiuto entrai in A.A. dove gli amici mi illustrarono chi è un alcolista con la lettura del Programma: rimasi sbalordito e senza parole, quella lettura era la descrizione della mia vita, dei miei comportamenti e subito mi sono posto una domanda: come mai la storia della mia vita è scritta in questo Programma?
Da allora frequento il Gruppo con costanza e ho preso il problema alcol molto seriamente, ho approfondito il significato di alcolista ed ora questa parola non mi dà più fastidio, non mi fa più orrore ma mi fa riflettere su ciò che sono e come devo comportarmi per non farmi più del male a me e agli altri. Continuando a frequentare il Gruppo sono divenuto sobrio e spero che il Signore mi lasci la volontà di continuare ad essere sempre presente assieme ai mie amici, per poter crescere ancora perché ora so come devo comportarmi.
Ora so di essere un alcolista.
Tratto dal numero Anno XXXI Speciale di INSIEME in AA (Periodico dell'associazione Alcolisti Anonimi)
 
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