E' un alcolista o no?

Le testimonianze di chi ha vissuto nel dubbio che qualcosa non va


Come ho capito che mio figlio è un alcolista

Segnali di allarme ce ne sono tanti ma spesso si fatica ad ammettere di avere a che fare con l’alcolismo. Personalmente a me la parola alcolismo faceva molta paura ma arrivai ad un punto in cui non potei più negare l’evidenza.

  • Dal principio la cosa cominciò con qualche lavoretto perso:
    Mio figlio perdeva spesso il lavoro, durava qualche mese o massimo un anno in un posto di lavoro, poi puntualmente veniva lasciato a casa. All’inizio lo giustificavo: “al giorno d’oggi è difficile avere un tempo indeterminato, lo lasciano a casa per non essere costretti ad assumere, volevano solo sfruttarlo, il padrone non capisce niente” e via dicendo.
    Ma altri amici di mio figlio venivano assunti per cui cominciai a pensare che forse era mio figlio il problema.
  • Cominciai a notare quanto stava a casa:
    Spesso la mattina stava molto male “Ho fatto indigestione” mi diceva “oggi non vado a lavorare!”
    e rimaneva a letto fino a mezzogiorno inoltrato.
    Amava andare a giocare a calcetto con i suoi amici ma ultimamente pareva aver perso l’interesse
    “Stasera non ne ho voglia” oppure “stasera non sto bene” o peggio ancora partiva per andare a giocare a calcetto, ma la mattina notavo i vestiti immacolati nella borsa, chiaro segno che non ci era proprio andato.
  • Era sempre senza soldi:
    Un ragazzo di 30 anni che vive in casa con la mamma per cui non deve preoccuparsi di pagare affitto o bollette, com’era possibile che fosse sempre senza soldi?
    Va bene c’erano periodi che stava a casa da lavoro, ma tutto sommato non era giustificabile che rimanesse sempre senza soldi, anche quando percepiva lo stipendio.
  • L’evidenza:
    Cominciai ad aspettarlo in piedi la sera e notai che rientrava spesso alterato. Cominciai a notare che quando tornava alterato la sera, il giorno dopo si assentava dal lavoro o ci andava ma stava chiaramente molto male.
    Notai che le bottiglie di alcol che avevo in casa si svuotavano alla velocità della luce, nonostante io ne avessi bevuto solo un bicchierino.
    Insomma mi divenne evidente che il problema di mio figlio era l’alcol. Mio figlio era un alcolista.
    Ora ve la racconto così facile ma ci misi anni ad accorgermene e ad ammetterlo.
  • La svolta:
    La svolta arrivò quando finalmente incontrai i gruppi familiari Al-Anon, varcare quella porta fu per me la cosa migliore della mia vita e anche per mio figlio che tempo cominciò a frequentare Alcolisti Anonimi.

Grazie di cuore Al-Anon

Una mamma

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Come ho capito che mio marito è un alcolista

Prima di arrivare ai gruppi familiari Al-Anon ero ossessionata da questa domanda: “Come si riconosce un alcolista?”

Mi era chiaro che mio marito avesse qualche problema con l’alcol, ma mi domandavo se si trattasse davvero di alcolismo o se, semplicemente, fosse uno che beveva tanto. Quello che capivo veramente era che io non tolleravo più come si comportava quando aveva bevuto: ero arrabbiata, delusa, frustrata. Pensavo che se solo si fosse controllato un po’, se solo mi avesse amata un po’ di più, se solo avesse pensato un po’ alle conseguenze, non si sarebbe più comportato così. Ma il tempo passava, lui continuava a bere e io ero sempre più arrabbiata. Cominciavo a maturare la consapevolezza che il suo bere fosse eccessivo e che forse mi trovavo di fronte a un alcolista; ma alcuni suoi comportamenti mi impedivano di averne la certezza.

Mi domandavo: ma se lui riesce a stare qualche giorno senza bere, allora non è un alcolista? Gli alcolizzati bevono tutti i giorni, o no?

Cominciai a cercare su internet come riconoscere un alcolista, quali sono i comportamenti dell’alcolista e soprattutto come far smettere di bere un alcolista che non vuole essere aiutato.

Quello che trovai però fu una grande sorpresa: trovai un sito in cui spiegavano il comportamento del famigliare di un alcolista e mi riconobbi in pieno. Mi alzavo alla mattina chiedendomi se oggi avrebbe bevuto, controllavo le bottiglie per vedere quanto beveva, buttavo via dell’alcol quando lui non c’era, lo chiamavo più volte al giorno per sapere se era al bar, continuavo a raccomandargli tutti i giorni di non bere o di non esagerare: insomma io ero il familiare di un alcolista e mio marito, purtroppo, era un alcolista!

Riconosciuto il problema cominciai a documentarmi su come avrei potuto aiutarlo: quali cliniche ricoveravano gli alcolisti, quali fossero i farmaci contro l’alcolismo, come convincere mio marito che era un alcolista e come convincerlo a farsi curare. Capivo che non sarebbe mai riuscito a smettere di bere da solo, sapevo che l’astinenza da alcol è terribile, insomma cercavo un aiuto concreto per me e per lui.

Alla fine trovai i gruppi familiari Al-Anon: inizialmente ero un po’ spaventata all’idea di presentarmi in uno di questi gruppi e se qualcuno mi avesse riconosciuta? Cercai il gruppo più lontano da casa mia e mi presentai. Ricordo quella serata con grande gioia: fui accolta da persone molto gentili, che capivano i miei problemi e che quando raccontavano le loro storie capivo che erano molto simili alle mie. Decisi di frequentare quelle riunioni con costanza e i consigli che loro mi davano si rivelarono molto utili per la mia situazione a casa.

Alla fine, grazie al mio cambiamento, anche mio marito si decise e cominciò a frequentare il gruppo degli Alcolisti Anonimi. Le cose ora vanno molto meglio: mio marito è finalmente sobrio e ha trovato un sacco di amici che lo aiutano nel suo percorso e io ne ho trovati altrettanti ad aiutarmi a stare meglio e superare le devastanti conseguenze che l’alcolismo aveva portato nella mia vita in tutti questi anni.

Katia Al-Anon

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Mio marito era considerato da tutti un padre esemplare.

Se un nostro familiare è un bevitore compulsivo irrefrenabile ed è quasi sempre alterato rendendo impossibile una vita "normale" per lui e per chi gli sta vicino, forse è abbastanza immediato rendersi conto che c'è un problema.
Nel mio caso, mio marito non era un bevitore assiduo.
Considerato da tutti un padre esemplare ed una persona rispettabile e responsabile.
Ciò che accadeva dopo il bicchiere di troppo restava chiuso fra le mura domestiche.
Un silenzio mortifero generava confusione, rabbia, isolamento, abuso.
Ho capito inoltre di avere avuto un padre alcolista quando un'amica, di fronte alle mie inspiegabili crisi emozionali, mi ha "trascinata" in Al-Anon. C'è voluto un tempo per ascoltare, uno per accettare, ed uno, ancora in essere, per rinascere.

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Se avete un familiare per il quale l'alcool è divenuto un problema:

Al-Anon può aiutarvi

Insieme possiamo ottenere ciò che è quasi impossibile fare da soli: possiamo superare gli effetti devastanti di questa terribile malattia e imparare a vivere di nuovo.

Fin dalla prima riunione proverete un gran sollievo, perché potrete, forse per la prima volta, parlare con persone che capiscono veramente i vostri problemi, poiché anche loro hanno avuto le stesse esperienze.