Amici

Qui sono raccolte le testimonianze di amici di alcolisti


Il mio amico beve troppo?

Eravamo nella stessa compagnia sin da bambini. Avevamo condiviso di tutto insieme. Dalle prime ragazze alle prime marachelle, compreso bere qualche birra insieme.
Il mio amico beveva sempre più di tutti gli altri, ma mi sembrava normale, alla fine tutti bevevamo molto. Ma poi io misi su famiglia, trovai un lavoro fisso, mi comprai una casa.
Il mio amico, invece, alla soglia dei quarant’anni viveva ancora con sua madre e sembrava un eterno Peter Pan: saltava da un lavoro all’altro, da una morosa all’altra, tutte le sere era al bar a bere, era sempre senza soldi, molte volte veniva a chiedermeli in prestito e io pronto aprivo il portafoglio.
Speravo che l’umiliazione di chiedermi in prestito del denaro lo avrebbe spinto a cambiare, ma non fu così. Quando veniva a cena a casa mia aprivamo qualche bottiglia di vino, ma lui esagerava sempre. Dopo aver bevuto un bel po’ diventava pesante, aggressivo. Giunsi al punto di dirgli che se voleva venire ancora a cena a casa mia non avrebbe dovuto bere, infatti non misi più in tavola nemmeno una bottiglia. Per un po’ questo accordo funzionò e io ero contento di rinunciare a un bicchiere di vino in cambio di una bella chiacchierata con il mio amico.
Poi però cominciò a presentarsi a casa mia già ubriaco, ero infuriato: possibile non si rendesse conto di quanto fosse fastidioso da ubriaco? Possibile che non gli venisse voglia di mettere la testa a posto? Cosa ci voleva a controllarsi?
Poi mi accorsi che quando veniva lui sparivano dei soldi dal salvadanaio dei miei bambini, ero fuori di me dalla collera.
Ma lui continuava a promettermi che avrebbe smesso e io gli credevo e lo perdonavo, perché era il mio migliore amico e volevo disperatamente che smettesse di bere.
Le cose però non migliorarono e cominciammo ad allontanarci sempre di più. Non ci vedevamo quasi mai e questo mi dispiaceva molto.
Finché una sera il mio amico mi suonò il campanello di casa, lo feci entrare e mi spiegò di avere un problema con l’alcol e che aveva cominciato a frequentare Alcolisti Anonimi. Mi chiese di venire a frequentare Al-Anon, per cercare di recuperare la nostra amicizia.
Ero così contento che decisi di provare: il gruppo mi aiutò a capire che tutto quello che aveva combinato il mio amico negli anni era dovuto alla sua malattia. Questo mi aiutò a perdonarlo e ora siamo amici come prima e più di prima. Grazie 

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La famiglia non è solo biologica

Quando mi sono resa conto che una persona a  me vicina, una mia cara amica, aveva un problema di alcool, ho deciso che avrei fatto qualsiasi cosa per aiutarla.

Ho commesso il piu’ comune degli errori: pensare di farcela da sola.

Mi dicevo, con il mio affetto, la mia vicinanza, sarebbe guarita da questa che ancora non conoscevo come malattia. Poi pero’ davanti ad eventi che si ripetevano e nei quali non riuscivo a far fronte, ho capito che entrambe avevamo bisgno di aiuto.

Soprattutto io, avevo bisogno di conoscere questa malattia senza avere pregiudizi nè tabù, davanti alle sue ricadute e crisi continue, reagivo ma non agivo bene.

Così abbiamo iniziato a frequentare il gruppo assieme, ed ho visto subito che qui avrei trovato aiuto, comprensione amicizia ma anche discussione e contraddittorio che io amo molto.

Ho capito che il sostegno che mi viene dato qui è frutto dell’esperienza di chi ha già vissuto questo problema ed ha “ammesso di essere impotente di fronte all’alcool e  di non poter piu’ controllare la nostra vita”, come recita il Primo Passo.

Per me è stato molto difficile capire che questa è una malattia, e che va seguita e curata e che il mio atteggiamento positivo puo’ favorire il recupero.

Mi chiedono spesso perché lo faccio, io rispondo con la frase che si trova gia’ nell’antico testamento anche per i non credenti “amerai il prossimo tuo come te stesso”, che per me vuol dire preoccupati dell’altro come ti preoccuperesti di te stesso, un'esortazione all’altruismo e alla solidarieta’.

E poi ho sempre pensato che la famiglia, è un abbraccio che ti avvolge quando sei triste, quando stai male, la famiglia quindi non è solo biologica ma anche quella che si crea dall’incontro di persone che si vogliono bene!

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Al-Anon può aiutarvi

Insieme possiamo ottenere ciò che è quasi impossibile fare da soli: possiamo superare gli effetti devastanti di questa terribile malattia e imparare a vivere di nuovo.

Fin dalla prima riunione proverete un gran sollievo, perché potrete, forse per la prima volta, parlare con persone che capiscono veramente i vostri problemi, poiché anche loro hanno avuto le stesse esperienze.